Intervista ABANDONWARE - Gruppo 2: Videogiocatori


Gruppo 1 - Sviluppatori, Produttori e Distributori
Gruppo 2 -
WebMaster e Videogiocatori
Gruppo 3 -
Giornalisti


Gruppo 2 - rispondono Alpobemp, Lupus Yonderboy, outrun, riktik, slataper, e Tonymanero


Rivolgiamo infine le stesse domande a chi del fenomeno Abandonware ne fruisce, ovvero i videogiocatori. Diamo il benvenuto a Alpobemp, Lupus Yonderboy, outrun, riktik, slataper e Tonymanero.

D> Potreste brevemente presentarVi? Età, Professione, Genere di Videogiochi preferito?

Alpobemp: Età: 37 Professione: Società di servizi per la Pubblica Amministrazione. Genere di VG preferiti: Avventure Grafiche.

Lupus Yonderboy: In Rete mi faccio chiamare Lupus, sono nato nel 1973 e attualmente lavoro come sviluppatore intranet presso un'azienda di Milano. Il genere di cui sono particolarmente innamorato sono le Avventure Grafiche, ma non mi dispiacciono alcuni Simulatori, Gestionali, RPG, e ogni tanto mi diverto a far saltare qualche testa con Quake 3 o Unreal Tournament.

outrun: Ho 24 anni a giugno, di professione sono operaio e il mio genere preferito sono sempre state le Avventure Grafiche.

riktik: Sarò breve: nacqui nell'Anno Domini 1973 e sono un videogiocatore dal 1979 (o giu di li). Tutto cominciò con l'amore di mio padre per le novità e la tecnologia in generale, la prima macchina che ho visto era una console giappose bianca con una striscia arancione (forse un Atari, non ricordo) avevo due cartucce, con il classico Pong, Tiro al bersaglio (con la pistola) e gli altri giochini più o meno tutti uguali, poi dopo alcuni anni (1981, 1982??? boh) presi a frequentare un amico di mio padre che aveva uno ZX80, quindi venne il gran giorno; era una sera uggiosa e con tutta la famiglia eravamo andati in centro a fare spese, stavamo per andare via quando lo vedemmo: un Vic 20. Quello fu il mio primo vero computer, era bello scintillante, modernissimo ed annunciava una rivoluzione. Fu mio compagno per un paio d'anni, nacque l'homegaminig, non all'altezza delle salegiochi, ma divertentissimo. Collezionai centinaia di cassette... sigh. Poi venne il C64 e io lo odiavo, odiavo il C64 e poi ho odiato il C128 e l'Amiga. Tutte piattaforme su cui uscivano centinaia di giochi e il mio Vic ed io eravamo abbandonati. Così decidemmo di venderlo (ahimé) e per un lungo anno feci astinenza. Finalmente acquistammo un nuovo computer, un Apple IIe, ma i giochi scarseggiavano, difficilissimi da trovare. E l'odio verso le altre piattaforme aumentava. Poi fu la volta di un Amstrad e arrivò l'era dei PC ed io vinsi: la Commodore, l'Amiga etc... avevano perso, erano destinati a sparire, BWAUAUAUA ehm... Arrivarono i primi giochi PC, poi il grande amore: le Avventure Grafiche. Concludendo adoro tutti i giochi, ma il genere eletto è uno solo:AG.

slataper: Classe '77, studio Scienze della Comunicazione, amo le Avventure Grafiche.

Tonymanero: Mi presento. Età:33, professione: programmatore, hobby preferito:videogiochi rigorosamente per PC, livello di interesse: maniacale, sono un vero videogiocopcdipendente, ho cercato più volte di smettere, non ci sono mai riuscito, dovrebbero creare dei centri di recupero per videogiocodipendenti. Genere preferito:FPS a pari merito con quello delle Avventure Grafiche. Gioco, comunque, a quasi tutti i generi.

 

D> Conoscete l'Abandonware? Se sì, come ne siete venuti a conoscenza? Ve ne siete mai servito e se sì, perché o in quale occasione?

Alpobemp: Conosco abbastanza bene il movimento da poco dopo che sorse o iniziò ad organizzarsi, nel 1997, diciamo nel 1998. Ricordo che stavo cercando dei vecchi e semisconosciuti titoli Sierra della cui esistenza ero venuto solo allora a conoscenza e disperavo ormai di trovarli. In seguito grazie all'Aabandonware ho potuto giocare ad avventure a cui altrimenti non avrei potuto mai accedere.

Lupus Yonderboy: La mia passione per il videogioco, cresciuta parallelamente all'interesse per l'informatica in generale, è nata quando avevo solo 9 anni, grazie alla meravigliosa console VCS 2600 dell'Atari. Nel corso degli anni sono passato a VIC20, C64, Amiga e infine, per forza di cose, PC. Credo che tutti quelli della mia generazione che sono cresciuti smanettando joystick non possano non ricordare con nostalgia i tempi d'oro dei giochi per C64, di Zzap!, delle prime TGM e K, dell'avvento del 16 bit accolto come una rivoluzione e del meraviglioso Amiga. Pur possedendo ancora ogni computer o console che ho acquistato o che mi è stato regalato (tutti ancora perfettamente funzionanti), qualche anno fa mi imbattei per caso, in Rete, in WinUAE, il principale emulatore Amiga, perché mi era tornata la voglia di finire un gioco che, causa classico read/write error, era rimasto in sospeso da anni. Successivamente, sempre navigando in Rete, scoprii il fenomeno dell'abandonware, anche se devo dire che all'inizio mi interessai poco di distinzioni poetiche, semplicemente mi scaricai tutto quello che trovavo, che fosse Abandon, OldWarez o quant'altro. Ero semplicemente entusiasta di poter mettere le mani su roba mai giocata prima o vista di sfuggita. Adesso, generalmente, scarico solo giochi che non riesco a reperire altrimenti o che voglio provare. Il perché di questo cambiamento nella prossima risposta.

outrun: Certo che lo conosco ne sono venuto a conoscenza navigando quà e là.mene sono servito perchè ho sempre adorato i giochi che mi ricordano la mia infanzia e sono un gran nostalgico :)!

riktik: Tre anni fa, bazzicando qui e là, mi imbattei in un gruppo di persone che stavano cercando di mettere online e rendere giocabili le vecchie avventure testuali. Da piccolo non mi avevano mai appassionato un granche, ora ero in grado di apprezzarle veramente. In pochi Kb c'erano interi giochi, li trovai divertentissimi. Poi fu come una macchia d'olio, cominciarono a uscire fuori tutte le rom del C64, dell'Amiga... Ma l'odio è li che cova e mai mi sono "abbassato" a dargli un'occhiata. Più recentemente poi sono sorti siti un po' ovunque che mettevano online giochi più moderni, l'Abandon, il Warez, fenomeni che seguo con distaccato interesse. Solitamente non scarico materiale da detti siti ed in generale non faccio molto Retrogaming, mi sono concesso però qualche attimo di nostalgia rigiocando titoli che avevo posseduto ed apprezzato in gioventù.

slataper: Ho incontrato il termine Abandonware su it.comp.giochi.avventure.grafiche, il mio primo (e preferito) Gruppo di Discussione. All'inizio ho creduto che l'Abandonware coprisse tutto l'ambito dei "vecchi giochi", solo dopo ho conosciuto, grazie a SitoSenzaNome e al suo WebMaster, le varie regole che lo delimitano.

Tonymanero: L'ho conosciuto, o almeno credevo di averlo fatto, dopo pochi giorni dal mio primo ingresso nel newsgroup it.comp.giochi.avventure.grafiche. Qualcuno indicò la presenza del gioco I Have No Mouth And I Must Scream sul sito Underdogs e poi, successivamente, la relativa patch di traduzione in italiano creata da componenti dell'Italian AG Translators Group. Feci giusto in tempo a scaricarlo prima che fosse tolto probabilmente per il fatto che in America è ancora venduto regolarmente. In pratica, l'Abandonware non l'avevo ancora conosciuto. Ho scaricato Abandonware pochissime volte per il semplice fatto che sono particolarmente interessato alle novità più che ai vecchi prodotti. A volte capita che voglia recuperare un titolo perso al tempo della sua prima uscita, magari per via di una mancata traduzione o perchè da me sottovalutato.

 

D> Vi considerate dei collezionisti? Posso chiederVi, in percentuale, di quanti titoli originali disponete e, se, di quanti copiati? E di questi, quanti ricadrebbero nella definzione di Abandonware?

Alpobemp: Beh, sì. Ho circa un centinaio di titoli originali, di cui una sessantina in "prima edizione" e gli altri in versioni economiche, edicola, "rivista", ma comunque originali. Poi c'è una decina - arrotondo a quindici per eccesso - di titoli copiati che rientra in buona parte nel genere AW, anche se, devo sottolineare che il fatto di averne rimane un escamotage temporaneo, almeno fin tanto che non riesco a trovare una copia originale.

Lupus Yonderboy: Beh, collezionista puro non direi... insomma, non mi comprerei una copia prima edizione, metti, di Grim Fandango, quando ne possiedo già la versione con scatola ma senza manuale. Diciamo che, col passare del tempo, ho accumulato una discreta quantità di giochi. La percentuale di originali e copiati? Non saprei dirti con precisione. Fino a due o tre anni fa, acquistavo pochissimi originali e mi scaricavo/copiavo il 90% del software in mio possesso (mai Twilight [famosa raccolta di software piratato, N.d.R.] o roba del genere, ho sempre odiato i rip). La ragione è semplice, prima ero studente, poi abitavo da solo e non avevo un lavoro fisso, dunque non potevo permettermi di comprarmi tutto ciò che mi interessava. Le Software House e le riviste del settore condannavano la pirateria e la incolpavano del fallimento di alcuni sviluppatori, ma restava il fatto che un gioco costava almeno 100mila lire, e a 16 anni me ne potevo permettere uno ogni morte di papa. Dunque me ne fregavo altamente, anzi sostenevo la scelta di copiare i giochi piuttosto che comprarli. Unica eccezione, le avventure grafiche, che ho sempre comprato originali, tranne in rari casi a cui è comunque seguito l'acquisto. Intendiamoci, non ho mai sostenuto i pirati "veri", quelli che crackano, rippano e masterizzano *per lucro*, mettendo su un giro che fa concorrenza al contrabbando. Criticare le Software House che fanno prezzi alti e comprare una Twilight, a mio parere, è semplicemente far prosperare un'altra "azienda" che, come l'altra, ha il solo scopo di far soldi, solo che ti fa pagare meno perché può permetterselo in virtù del furto che perpetra. Da quando lavoro ho iniziato a comprare esclusivamente giochi originali, anche grazie al recente sviluppo del mercato budget, che mi è sembrato un atto di buona volontà da parte dei distributori, un grosso passo avanti. Di fronte a scelte come questa ho iniziato a guardare al fenomeno dell'abandonware con più attenzione, anche grazie a siti come quelli di Martin e Underdogs, e, come ho già detto, ormai scarico solo giochi irreperibili.

outrun: Domanda difficile....nn voglio dilungarmi sul discorso pirateria xchè è una cosa lunga da anni anni ormai... buttandoti lì una percentuale direi: 90% copiati o scaricati 10 %rigorosamente originali (+ che altro roba che nn trovo copiata, lo ammetto, o che voglio avere con la massima qualità) e possiedo molti giochi Abandonware che ho scaricato da molti siti Abandon (o presunti tali) in giro x il web.

riktik: Colleziono sì, ma non videogiochi (ahhhhhh se avessi ancora quelle cassette del Vic ). Se esce un gioco che mi piace (cosa rara ultimamente) e che voglio giocare lo compro originale, mi piace avere il manuale, la scatola, il disco serigrafato. Recentmente poi ho preso abitudine a saccheggiare le edizioni economiche (da questo punta di vista forse non sono un giocatore rappresentativo). Per la definizione di Abandon dico la mia alla prossima risposta...

slataper: Non mi considero un collezionista, i miei archivi sono troppo incasinati :-). Conservo ancora i giochi del C=64 e dell'Atari 2600, quindi non oso fare il conto di tutti i miei vg, ma posso dire che le percentuali variano secondo i generi: ho una percentuale di originali molto alta per quanto riguarda le Avventure Grafiche, molto meno, lo ammetto, per quanto riguarda gli altri generi. Gran parte dei miei giochi non originali sono Abandoned o Old-warez.

Tonymanero: No, non mi considero collezionista, o meglio, lo stò diventando piano piano, da quando ho conosciuto altri collezionisti sul newsgroup che mi hanno fatto capire il piacere di possedere copie originali a testimonianza di un cammino portato avanti con passione e di un periodo storico, della nostra vita e di quella del mondo videoludico, nel quale si sono provate particolari emozioni. Un ricordo piacevole che rimane in vita anche grazie alla vicinanza della nostra bella confezione originale. Un cinquanta per cento dei titoli che posseggo sono originali.

 

D> Secondo Voi le limitazioni che il movimento si è auto-imposto sono sufficienti, andrebbero estese o andrebbero ridotte, ad esempio portando il limite oltre o sotto ai canonici 5 anni?

Alpobemp: Mah, personalmente mi trovo molto in sintonia con l'opinione di Underdogs secondo la quale "se un titolo è abbandonato, è abbandonato; che importa se da un mese o da cinque anni?". (inciso: ci sarebbe da discutere anche su quanto sia definibile come "Movimento" il fenomeno; lo è semmai, proprio per il fatto che è "in continuo movimento", nel senso che al suo interno vi sono continui contrasti, lotte, "guerre", inimicizie, anche dovuti alle divergenze sul concetto stesso di AW o a quale "Ring" spetti l'egemonia... (ovviamente parlo a livello internazionale)) Riprendendo il discorso, l'eventuale danno economico che si farebbe al rivenditore che ancora sta offrendo il gioco credo che sia un falso problema, perchè monitorare tutti i punti di rivendita è difficilmente gestibile; Runaway, ad esempio, credo che sia pacifico ammettere che sia un titolo abbandonato allo stato attuale delle cose. E non ne troverete una sola copia in versione spagnola, l'unica che sia stata pubblicata, disponibile.

Lupus Yonderboy: Ritengo che siano più che sufficienti. 5 anni di età mi sembrano abbastanza, considerando che talvolta sono praticamente introvabili anche titoli più recenti.

outrun: A parer mio andrebbero ridotte anche xchè dopo 2-3 anni un gioco si può considerare poco o quasi x niente commerciabile (tranne ovvie eccezioni) quindi si può abbassare tranquillamente a 3 anni x es.

riktik: Dico subito che apprezzo molto il SitoSenzaNome, sia per la chiarezza che per le scelte fatte. Però: parlare di Abandoware, Warezware, Oldwarezware, Pizzaware, Pincopallinoware è esattamente la stessa cosa. Abandonware è solo un modo più carino che hanno adottato alcuni webmaster per pubblicare materiale coperto da Copyright altrui. In alcuni casi, ciò è fatto con intenti del tutto condivisibili, altre volte un po' meno. Il Diritto alla proprietà intellettuale è fondamentale, nessuno produrrebbe un videogame (ok quasi nessuno) se poi non avesse il Diritto esclusivo di venderlo. Merita perciò di essere tutelato. Le regole che si autoimpongono alcuni siti sono apprezzabili, ma niente cambia che qualsiasi titolo pubblichi lo fai a tuo rischio e pericolo. Perciò quando fai un upload, io non credo tu ti basi su quella o questa regola, ma solo sulle possibilità che qualcuno rivendichi (legalmente e facendoti passare più o meno guai) il proprio Diritto. È probabile che ci siano giochi di 3 anni fa che puoi pubblicare tranquillamente (perchè ad esempio la Software House è fallita) e che ci siano giochi di 10 anni fa che, se pubblicati, ti farebbero chiudere baracca e burattini. Per me sarebbe più onesto dire che il materiale è coperto da Copyright altrui, che non è liberamente distribuibile, ma che lo facciamo lo stesso poichè a nessuno interessa se viene pubblicato o meno, non avendo alcun valore commerciale; lasciando così perdere definizioni e regole varie che fanno solo confusione (e forse sono nate proprio per fare confusione). Se poi invece mi chiedi, è giusto pubblicare giochi abbandonati? Allora io sono favorevole. I tempi della proprietà intellettuale sui videogames sono sproporzionati alla loro vita. È giusto che essi diventino in tempi relativamente brevi patrimonio dell'umanità. Il Diritto d'Autore persegue infatti questo obbiettivo: ripagare l'Autore dell'apporto dato al patrimonio culturale dell'umanità. Una volta ripagato (dando il Diritto per un congruo numero di anni, 3 - 5 - 7 è lo stesso, basta mettersi d'accordo) allora il videogame deve divenire freeware. Ma ora dimmi perchè le Software House dovrebbero premere per vedere ridotti i propri Diritti? Casomai dovrebbero essere i consumatori a richiedere una modifica alla Legge...

slataper: Secondo il Manifesto Abandonware non si può considerare Abandon un SW, anche se più vecchio di 5 anni e non più in vendita, se il detentore del Copyright lo dichiara esplicitamente non Abandon. A mio parere questa regola pone in secondo piano il limite temporale rispetto alla volontà del detentore del Copyright, quindi non sarebbe incoerente considerare Abandon un SW dal momento della cessazione della distribuzione - momento in cui il detentore del Copyright smette di voler ottenere profitto dal SW stesso - indipendentemente dai 5 anni.

Tonymanero: No, non credo che il limite debba essere abbassato, 5 anni mi sembra perfetto. Molti titoli vengono oggi recuperati dai distributori e rivenduti nei negozi in versione economica, quando addirittura non si trovano nelle edicole abbinati alle riviste o venduti singolarmente. Portare il limite al di sotto dei cinque anni rischierebbe di creare seri problemi di legalità.

 

D> Il videogiocatore tipo che siete qui a rappresentare (spero!), "razzola" tutto ciò che è liberamente (anche se illegalmente) scaricabile dalla rete o si pone degli scrupoli dinanzi alle produzioni più recenti? L'etica dell'Abandonware Vi ha indotto o potrebbe indurVi a riporre le Vostre attenzioni esclusivamente al software non più in commercio lasciando perdere il warez?

Alpobemp: Beh, veramente, sono un videogiocatore "atipico", visto che sono per lo più mono-genere. Credo di potermi offrire come esempio vivente di come l'AW possa indurre (paradossalmente, lo ammetto) a comprare VGoriginali, quando ve ne è l'occasione, "vecchi" (perchè odio questa parola?), e non solo.

Lupus Yonderboy: Non credo che si possa delineare il profilo di un "videogiocatore tipo", per lo meno per quanto concerne l'atteggiamento verso l'Abandonware e la pirateria. Come ti ho detto, la mia esperienza personale ha attraversato entrambe le posizioni. Sicuramente, il fatto di aver preso seriamente in considerazione il fenomeno Abandonware per ciò che è, o dovrebbe essere, ha contribuito al mio disinteresse per il Warez, dunque ritengo che in linea di massima questa affermazione potrebbe essere valida per altri come me. Ciò a condizione che le Software House attuino una politica, se non di sostegno, come auspico per il futuro, almeno di tolleranza verso l'Abandonware "serio".

outrun: mi dispiace x voi ma faccio (come tanti) largo uso di materiale Warez...

riktik: Mi spiace ma non credo che l'Abandon abbia tali effetti benefici. È il singolo utente che decide se farsi o meno scrupoli. È vero però che la discussione del tema potrebbe portare ad una sensibilizzazione contro la pirateria.

slataper: Non so che tipo di videogiocatore io possa rappresentare: sono quasi monotematico ed estremamente selettivo, inoltre compro quasi solo giochi in edizione economica, quindi sono forse il peggior videogiocatore che l'industria possa augurarsi :-). Allo stesso tempo, il Warez mi tocca molto poco, non per questioni etiche, ma perchè escono pochissimi giochi adatti ai miei gusti, quindi posso permettermi di comprarli senza svenarmi. In ogni caso mi rifiuto di dare soldi ai pirati, se qualche gioco mi stuzzica ma non rientra tra quelli che considero acquistabili, lo cerco in prestito. Devo ammettere di non condividere la distinzione tra Abandonware e Old-warez: se m'interessa un vecchio gioco non acquistabile ma non Abandon, lo cerco in rete.

Tonymanero: Il Warez e l'Abandonware partono da principi completamente differenti. Il primo vuole proporsi come perfetto antagonista del mercato pubblico. Permette a chi i videogiochi li sprotegge e li comprime di aiutare un settore di persone, al quale anch'essi appartengono, a continuare con la loro principale filosofia di vita: tutti devono avere tutto e gratis.
L'Abandonware è chiaramente un modo per far si che vere opere d'arte continuino a brillare, che possano essere conosciute e godute da tutti e che vivano in un mondo senza fine.
Indubbiamente l'abandonware aiuta a capire il vero valore di un gioco e, di conseguenza, l'enorme danno che il Warez provoca alle SH, impedendo, di fatto, ai grandi talenti che ne fanno parte, di continuare a produrre.

 

D> Secondo Voi è peggiore un danno economico o un danno "intellettuale", se questo porta comunque a mantenere in vita un'idea probabilmente destinata all'estinzione informatica?

Alpobemp: Il problema secondo me, andrebbe rovesciato, e ci si dovrebbe chiedere: "Se vi stiamo infliggendo un danno economico, perchè allora questi giochi non li vendete? (e state sicuri che noi ve li compreremmo)?" Insomma, mi pare che la faccenda sia come quello della favola del contadino che, rotte le uova che stava portando al mercato per venderle, vorrebbe il risarcimento anche sui pulcini e sui pulcini dei pulcini che sarebbero nati se le avesse messe a covare invece di venderle... D'altra parte, chi è oggi che sarebbe disposto ad investire risorse per adattare vecchi VG, pubblicarli e - quel che è più oneroso, forse - garantirne il supporto? L'AW, in un certo senso, fa tutto questo e per di più gratis. E, una certa parte, invita anche a sostenere l'industria dei VG.

Lupus Yonderboy: Senza dubbio, quando veramente sussiste, un danno economico immediato. A parte il fatto che molto spesso i Diritti su un gioco sono detenuti dalla casa produttrice, non dall'Autore (cosa che ha portato tristemente, tra l'altro, alla fine prematura di gloriose serie), negli sporadici casi in cui non è così, se il titolo non è più commercializzato il danno che può scaturire dalla sua distribuzione gratuita è senza dubbio minimo. Anzi, dal punto di vista prettamente "intellettuale", venuti a mancare i profitti economici su una determinata opera, il fatto che la stessa venga messa a disposizione degli appassionati, piuttosto che abbandonata all'oblio, non può che favorire l'autore in termini di fama e pubblicità del suo lavoro. Va considerato, inoltre, che molte volte chi scarica giochi vecchi è un appassionato che sarebbe felice di acquistarne una copia originale, quando dovesse trovarla (in particolar modo per quanto riguarda le AG), mentre chi vuole il suo bel gioco gratis tout court in genere si rivolge più alle ultime novità.

outrun: hm..... nn ho capito bene la domanda.... :P cmq dovendo rispondere direi quello economico.

riktik: Il danno economico è solo di Uno, il danno intellettuale ricade su tutti gli utenti, perciò è chiaro che NOI siamo per il danno economico. Ma se io fossi quell'Uno valuterei meglio il danno economico, e questo non è da dimenticare.

slataper: Credo che l'autoregolamentazione del movimento Abandonware abbia reso il danno economico subito dalle aziende praticamente nullo, ben venga tutto ciò che mantiene viva la storia videoludica.A voler essere cattivi, un danno economico le aziende lo possono subire dall'Abandonware: non è impossibile che i videogiocatori meno condizionabili dalle "caramelle per gli occhi" e dagli aspetti meramente ecnologici dei vg, possano trovare appaganti i vecchi titoli tanto quanto quelli nuovi, se non di più :-D

Tonymanero: L'unico problema che bisogna porsi oggi davanti ad una scelta di diffondere titoli abandonware è quella del danno economico. Chiaramente l'industria che ha prodotto un videogioco non deve veder sottratti i propri profitti che ancora possono arrivare dalla vendita di una confezione. Se poi si disinteressa completamente, la pubblicazione gratuita del titolo, con la possibilità che ne consegue di avvicinarsi al genere o addirittura al mondo dei videogiochi per pc da parte di tanta gente, avvantaggia l'intero settore.

 

D> Molti programmatori hanno accettato o addirittura hanno contribuito al fenomeno Abandonware vedendo in esso una specie di rivalsa contro quelle Software House che tramite il Copyright si sono di fatto impossessate delle loro creazioni ed idee, di fatto difendendolo o addirittura incentivandolo. Cosa ne pensate?

Alpobemp: In Italia, non so nell'industria videoludica, ma sicuramente sì nell'industria del software applicativo, i programmatori e progettisti non possono vantare alcunchè nei confronti dell'azienda, alla quale peraltro cedono i diritti delle opere frutto della lora creazione. Personalmente non credo allo sviluppatore "idealista" che sforna giochi per la sola gloria... Una volta forse, sarà anche stato così, oggi, se da un lato è cambiata l'industria del vg, sono cambiate anche le figure di riferimento al suo interno.

Lupus Yonderboy: Tutto il bene possibile, per i motivi sopra citati. Ancor meglio penso di quei pochi che hanno direttamente reso disponibili le loro creazioni sui loro siti personali.

outrun: Hanno fatto benissimo!

riktik: Beh, mi sembra una ripicca. A suo tempo loro sono stati pagati per le loro creazioni, esse non avrebbero avuto luogo se non ci fosse stato qualcuno a finanziarle. Non c'è stato nessun spossessamento, bensì un normale contratto. Ma forse si tratta solo del desidero dell'autore di vedere ancora diffuse le proprie creazioni che altrimenti sarebbero dimenticate.

slataper: Penso che Dante Alighieri sarebbe molto contento di sapere che, dopo tanti secoli, le sue opere sono ancora conosciute, studiate e apprezzate, e sarebbe molto seccato se una Casa Editrice decidesse di sospenderne la pubblicazione per lanciare sul mercato la Divina Commedia 2 scritta da Adriano Celentano :-). Ovviamente, le opere di Dante hanno il vantaggio di non essere sotto Copyright, ma mi sembra logico che, in un mercato come quello dei VG, in cui un prodotto è considerato decrepito dopo 6 mesi dall'uscita, programmatori e game designer siano orgogliosi che i propri giochi continuino a essere giocati. E' bello, doppo il morire, vivere anchora [cit.].

Tonymanero: Penso che sia una corretta forma di orgoglio e di interesse, sia economico che professionale, per far si che il proprio lavoro ed il mondo al quale ci si è dedicati anima e corpo non venga mai dimenticato.

 

D> Alcune Software House si sono opposte alla distribuzione Abandonware nonostante il software interessato non sia più in commercio e pertano quasi introvabili per vie "legali". È un loro sacrosanto Diritto tra l'altro tenuto in considerazione dall'auto-regolamentazione del movimento e che pertanto va rispettato. Ma da videogiocatori cosa ne pensate?

Alpobemp: Beh, in questo caso, sono obiettivo, c'è tutto un ventaglio di comportamenti che va da casi di rigida burocrazia che però quantomeno "dialoga" (vedi alcuni episodi di cui si è resa protagonista IDSA per conto dei propri aderenti) a casi di ottusità mentale (penso all'EIDOS e alla vagonata di sw che possiede, senza neanche saperlo, nei "cassetti", frutto delle passate acquisizioni societarie), fino alle situazioni kafkiane createsi in passato come quella della LucasArts, che vendeva ancora ZakMcKraken, Maniac mansion, etc. ma solo dal proprio shop online; peccato che non fosse contemplata la spedizione oltreoceano...

Lupus Yonderboy: Tutto il male possibile. Un conto è tutelare i propri interessi, tutt'altra cosa è giocare al bambino viziato che dice "il pallone è mio e non si gioca più". Impedire che un titolo oramai introvabile sia distribuito in Rete, con la scusa della pirateria, è un atto inutile, arrogante e controproducente. La cieca politica "proibizionista" di organizzazioni come l'IDSA non può che danneggiare l'una e l'altra parte, togliendo la possibilità di scaricare legittimamente il software a chi crede nell'Abandonware e dando una scusante a chi l'ha sempre fatto senza distinzioni. Dirò di più, c'è anche la possibilità che qualcuno intenzionato a ottenere un titolo non più in commercio tramite i canali Abandonware "ufficiali", di fronte ad un simile diniego e alla sua oggettiva irreperibilità se lo procuri ugualmente per altre vie. Personalmente non avrei problemi morali in una situazione del genere, anzi mi è già capitato di scaricarmi da siti OldWarez giochi improvvisamente rimossi da Underdogs in seguito al veto IDSA. L'espansione della Rete rende ormai possibile lo scambio di dati in forme, modi e quantità inipotizzabili fino a qualche anno fa, e trovo veramente di scarsa lungimiranza e di sorprendente ottusità la posizione di chi, di fronte a tutto ciò, si accanisce contro chi si batte per regolamentare queste dinamiche, piuttosto che colpire chi ne approfitta in modo selvaggio.

outrun: Aparer mio nn c'è assolutamente motivo di vietare di rendere Abandonware un gioco che nn è + in commercio da parecchi anni anzi penso che rendendolo Abandonware ci siano molte + possibilità che un giocatore che se lo è perso all'epoca se lo goda. Ne guadagnerebbero il nome della Software House e i Programmatori.

riktik: Che se una Software House non è in grado di garantire la reperibilità (ad un prezzo proporzionato) di un qualsiasi titolo per un lasso di tempo ragionevole, dovrebbe perderne la titolarità (ciò avviene già in altri campi del Diritto industriale anche se con tempi e modi troppo lunghi per l'informatica). La Legge necessita di un emendamento.

slataper: Penso che le SH agiscano per motivi di principio e per non subire la "concorrenza" di giochi di qualità e gratuiti, oltre che dotati dell'innegabile appeal di tutto ciò che procura nostalgia. Ovviamente, da videogiocatore non provo nessun obbligo morale nei confronti di una SH che si rifiuta di vendermi un gioco e pretende che non me lo procuri per altre vie.

Tonymanero: Nell'era della grande rete che ci avvolge sempre più, dove è impossibile ed ingiusto tentare di frenare con prepotenza ogni possibilità di scambio, è arrivato il momento che le sh e l'industria intera accettino, una volte per tutte, il fenomeno dell'abandonware dal quale traggono già notevoli benefici e prendano accordi per una regolamentazione ben definita del fenomeno. Ovviamente, un impegno grande da parte delle case distributrici unite a coloro che pubblicano abandonware deve essere corrisposto dai giocatori con una maggiore attenzione verso il mercato del nuovo.

Non di solo Warez si deve vivere ma neanche di solo Abandonware.

 

D> Secondo Voi le Software House dovrebbero finirla di fare la cresta sui videogiochi d'annata o trovate giusto che spremano fino all'ultimo un prodotto che ha fatto la storia del videoludismo?

Alpobemp: Beh, spezzo una lancia a favore delle sh: vendendo un gioco per quanto vecchio che sia, debbono anche supportarlo, o adattarlo agli OS in voga al momento, cose che l'aw episodicamente fa, ma che non potrà mai garantirci (dipende dalla pazienza del webmaster che abbiamo davanti), eventualmente rimborsandoci se qualcosa non va, documentando il gioco rispetto ai s.o. correnti. Io ricordo delle bellissime collezioni della Infocom (Lost treasures of Infocom) vendute a prezzo pieno, il che sarebbe potuto sembrare un tantinello esagerato trattandosi tutto sommato di at, che erano letteralmente piene zeppe di documentazione originale ed anche aggiornata; cose che l'aw nella stragrande maggioranza dei casi non fa.

Lupus Yonderboy: Se per "fare la cresta" intendi commercializzare giochi vecchi a prezzi budget, sono assolutamente d'accordo. E' il modo migliore per combattere l'estinzione di un titolo, prima ancora del suo passaggio ad Abandonware. Se parli di titoli venduti per 10 anni a prezzo pieno, beh, credo che anche commercialmente la scelta sarebbe assolutamente poco azzeccata. Per fortuna, almeno ultimamente, cose del genere si vedono poco.

outrun: se intendi vendere Monkey Island 2 a 11 anni dalla sua uscita ancora a 5 e rotti euro credimi.....che lo mettano come Abandonware e che la smettano. E' come vendere il pane del giorno prima se lo rendono accessibile a tutti "gratuitamente" ne guadagnano e basta cosi molte + persone conoscerebbero giochi mitici del passato e ne apprezzerebbero i contenuti.

riktik: La formulazione della domanda mi pare un po' faziosa, comunque sono per la spremuta.

slataper: Ben vengano tutte le riedizioni economiche possibili.

Tonymanero: Trovo giusto che lo spremano, l'importante è che continuino a distribuirlo abbassando progressivamente il prezzo di vendita. Non mi sembra esista, per quanto riguarda i videogiochi, un vero mercato del collezionismo con valutazioni eccezionali per titoli d'epoca. Un gioco, più si invecchia e meno deve costare, senza, per questo, arrivare ad essere venduto in bustine anonime.

 

D> D'altra parte, sareste favorevoli ad acquistare un titolo "classico" riproposto in collana economica?

Alpobemp: Un'AG? Che non ho? Sì. Senza nessuna eccezione.

Lupus Yonderboy: Inutile ripetermi: senza alcun dubbio!

outrun: Dipende che titolo e a quanto ovviamente... x dire: TGM dava assieme alla rivista un gioco di Rally (nn mi viene al momento il nome) di appena 2-3 anni fà a 14.900 e quà ne vale certamente la pena ma Monkey Island o giochi cmq di una decina e passa di anni fà a 10. 000 £ (5 e + euro) guarda... no grazie me lo scarico.

riktik: Sono più che favorevole, sono bendisposto...

slataper: Vedi sopra, le collane economiche sono la mia principale fonte di VG.

Tonymanero: Certamente. Anzi, magari fosse sempre possibile. I videogiochi non sono ancora sufficientemente distribuiti in tutte le città e, anche se alcuni negozi hanno deciso di proporre principalmente titoli in versione economica, perchè magari credono in una vendita più facile, sono ancora poche le confezioni disponibili dei giochi più ricercati.

 

D> Presumo condividiate l'Abandonware... Ma ne condividete solo i frutti o ne condividete anche i fini?

Alpobemp: Se il fine dell'AW è duplice, di "liberare" i vecchi titoli dal vincolo del copyright "freewarizzandoli" o, in alternativa, indurre le case a non togliere dal catalogo i vecchi titoli, utilizzando all'occorrenza delle edizioni economiche, il tutto per preservare i vecchi giochi dalla scomparsa, anche qui la risposta è sì.

Lupus Yonderboy: Da quando mi sono interessato veramente al fenomeno, vedi sopra, ne condivido ovviamente anche i fini... ovvero, probabilmente li condividevo anche prima, ma non mi ero mai soffermato molto a ragionare sulla questione. E' senz'altro un'idea eccellente quella di preservare i vecchi giochi dall'estinzione... non solo i capolavori, ma ogni titolo che faccia parte anche marginalmente della storia dell'intrattenimento videoludico ha pieno diritto di essere conservato a futura memoria, anche solo a puro titolo "storiografico".

outrun: Beh, entrambi credo...

riktik: È difficile per me associare dei fini all'Abandonware, diciamo che condivido i fini del SitoSenzaNome.

slataper: Mi piace l'idea che titoli che hanno fatto la storia dei vg continuino a essere giocati, credo che ciò avvicini il concetto di vg a quello di opera d'arte, ooops, ho anticipato l'ultima domanda :-) !

Tonymanero: Condivido tutto ma i fini sono più che meritevoli, per i motivi precedentemente esposti.

 

D> L'Abandonware ci avvicina anche ad un concetto spesso dibattuto dagli esperti (o perlomeno spalleggiato dagli Autori): il videogioco come Arte piuttosto che come mero Intrattenimento. Se raggiungesse lo status di oggetto artistico, sarebbe legittimo parlare o agire in funzione della sua salvaguardia contro i rischi di "estinzione informatica"? In questa ottica, credete sia eticamente giustificabile, seppure illegale, il fine che l'Abandonware si prefigge?

Alpobemp: Credo che come forma artistica, o come candidato a tale status, il videogioco sia assimilabile per alcuni aspetti ad altre forme di media/cultura/arte come i supporti musicali, i libri, i fumetti ed al contempo, se ne distingua per altri, in maniera tale da non poter rispondere in modo da potersi rifare completamente a casi preesistenti. Per esempio, il vg, in genere, è un prodotto molto più "usa e getta" o commerciale di quanto possa essere un film, o un album musicale, che si possono riascoltare n volte con immutato piacere, e con lo stesso strumento di riproduzione (cos'è quel sorrisetto malizioso? sporcaccioni!) anche a distanza di decenni (cosa improbabile nella maggioranza dei casi, per quanto riguarda i vg). Al contempo, è qualcosa che "fruiamo" in un spazio di tempo enorme, magari nell'arco anche di mesi, e che quindi incide su di noi e ci lascia delle tracce a volte anche più marcate di un libro. (Questo lo vedo molto nel caso delle Ag che mi è caro, ma credo che anche con i crpg, ad esempio, valga lo stesso fenomeno). E' anche vero che nessuno -- credo -- si sognerebbe mai di incriminare chi viola la legge sui diritti copiando un cd di musica fuori catalogo ed introvabile, anzi probabilmente verrebbe considerato un atto meritorio, ma è anche vero che casi del genere, grazie all'ottimo mercato del disco, sono estremamente sporadici. E il mercato della musica, secondo me, dovrebbe essere di esempio, in tal senso.

Per finire una provocazione: nell'ottica in cui si pone l'ultima domanda, potrebbe dunque la nobiltà (o meno) del contenuto e non il contenuto per quello che è, a rendere la copia illegale (che comunque resterebbe reato) "meno reato"?

Mi dò una risposta: non credo. Credo invece che, sotto queste premesse il mercato si dovrebbe sentire ancora più sollecitato a cambiare. Magari pubblicando l'intero catalogo in forme intermedie di garanzia, intendendo con ciò che all'acquirente verrebbe garantito il contenuto del prodotto, ma non il servizio di supporto o che il prodotto funzioni a partire da un certo OS in poi. Questo tipo di commercializzazione, tutta da creare, da verificare --come liceità-- anche sotto il profilo giuridico, da pensare, potrebbe consentire alle case di allargare a dismisura il proprio catalogo anche a titoli "obsoleti" a prezzi decisamente contenuti.

Lupus Yonderboy: Non solo, ma sarebbe auspicabile che la legislazione in materia venisse incontro a chi persegue con serietà questo fine, e stabilisse delle regole secondo le quali la distribuzione dell'Abandonware potesse essere finalmente considerata legale. Un obiettivo indubbiamente molto difficile, anche per la difficoltà di coordinare gli apparati legislativi di tutti i paesi interessati... ma certamente IMPOSSIBILE fin quando l'IDSA e i suoi affiliati non apriranno gli occhi e si renderanno conto di quanto la loro attuale posizione, alla lunga, possa danneggiarli piuttosto che tutelarli.

outrun: Se facevate domande + semplici da capire era meglio cmq.... sì x me è giustificabile.

riktik: Che venga considerato arte o meno in ogni caso sarebbe legittimo parlare della sua salvaguardia dall'estinzione, almeno fintantoché ci saranno persone interessate a questo mondo. Per l'ultima domanda ti do la mia assoluzione etica, piccola canaglia :-) !

slataper: Il concetto di Arte è da sempre discusso da chi si occupa di estetica, è difficile decidere cosa vi rientri e cosa no, a parte questo si può certamente parlare di salvaguardia dei vecchi VG, anzi mi pare che L'Adandonware costituisca un atto d'amore nei confronti dei VG, e l'amore, si sa, non conosce regole.

Tonymanero: Non credo cambierebbe molto, assumerebbe maggior valore etico l'intento di continuare a promuovere un'opera d'arte e si renderebbe ancor più necessaria una legislazione scritta e ben definita che faciliterebbe, ma non fermerebbe, questa fortuna che internet ci regala.

 

D> Avete commenti da aggiungere?

Alpobemp: Questa intervista è spaventosamente lunga. Per due motivi sostanziali. Primo. Non si dovrebbe intervistare una persona prolissa. Ma soprattutto (secondo), in tal caso, una persona prolissa non dovrebbe intervistare...

Lupus Yonderboy: No, credo di averla fatta abbastanza lunga. Ciao!

outrun: Sì,innanzitutto ringrazio Martin x avermi dato la possibilità di fare questa intervista ne sono onorato e vorrei salutare cordialmente e con tutto l'affetto possibile Paolo Besser e tutta la redazione di TGM. X me è stato ed è tutt'ora un punto fermo di riferimento nel mondo dei videogames. E ricordate (vale soprattutto x i + giovani) che i giochi di una volta nn sono brutti o superati... anzi x certi versi sono anche + ...giocabili! nn fermatevi al paradosso 2D = brutto 3D = figo xchè x me (e credo molti altri) Street Fighter 2 (ad es.) è molto + divertente e giocabile di un Tekken 3. Ricordate nn fermatevi solo all'aspetto grafico. Aprite gli occhi sui giochi di qualche anno fà che senza la loro esistenza i giochi odierni nn sarebebro cosi. Ragazzi, giocate, giocate, giocate ma soprattutto divertitevi questo è l'importante. con molto affetto Bruno (outrun).

riktik: Mamma che fatica, c'ho il crampo dello scrittore...

 

Grazie per la Vostra disponibilità,

riktik: prego.

Tonymanero: Hovvintoqualcheccosa?

Gerusalemme

riktik: la risposta è Isralele (le so' tutte le so'! cit.)


Gruppo 1 - Sviluppatori, Produttori e Distributori
Gruppo 2 -
WebMaster e Videogiocatori
Gruppo 3 -
Giornalisti


torna ad inizio pagina