Intervista ABANDONWARE - Gruppo 2: WebMaster


Gruppo 1 - Sviluppatori, Produttori e Distributori
Gruppo 2 - WebMaster e
Videogiocatori
Gruppo 3 -
Giornalisti


Gruppo 2 - rispondono Alessandro, Fabyo, Interfree, e Macchianera


Rivolgiamo le domande di rito a chi del fenomeno Abandonware ha fatto una causa, i WebMaster dei siti dedicati (o correlati). Diamo il benvenuto a Alessandro, Fabyo, Interfree, Macchianera e Martin:

D> Potreste brevemente presentarVi? Età, Professione, Genere di Videogiochi preferito?

Alessandro: Mi chiamo Alessandro, ho 25 anni e studio Scienze della Comunicazione presso l'università La Sapienza di Roma. Mi interesso di computer e di web per puro diletto, anche se non disdegnerei eventuali sbocchi lavorativi! Per il resto i miei giochi preferiti in assoluto sono gli strategici (soprattutto a turni, stile Civilization), ma alla fine sono appassionato anche di rompicapo e sparatutto (ho passato più di una notte insonne salvando lemmings e cacciando cyberdemons!)

Fabyo: Mi chiamo Fabio, sono nato nel 1975, lavoro nel campo della sicurezza ferroviaria e adoro (come si evince dal nome del mio sito) le Avventure Grafiche. Ho provato pure a giocare con qualcos'altro ma è dai tempi di Doom che non gioco a niente che non sia una AG. Sono cresciuto martellando i tasti degli 8-bit e dal momento in cui acquistai il mio primo PC mi accorsi che il fascino esercitato da quegli scatolotti non sarebbe mai più tornato ad invadere la mia mente.

Interfree: Intanto un saluto a tutti, mi chiamo Interfree e sono il WebMaster del sito Ag4All, dedicato alle avventure grafiche e all'Abandonware in genere. Sono nato negli anni '80 (l'anno preciso non lo ricordo ^_^) e di sicuro i miei generi preferiti sono le Avventure Grafiche e i Gestionali (tra questi i migliori a cui ho potuto giocare sono senz'altro RollerCoaster Tycoon, SimCity e Theme Hospital). Sono destinato a comprare i giochi e non finirli in effetti spesso si tratta di mancanza di tempo, ma se ho 5 minuti di certo lo dedico alle AG e ai gestionali ehehe. Che altro dire? Studio e sono un amighista convinto ehehehe!

Macchianera: mi chiamo Sandro, ho 22 anni e fra qualche mese lavorerò a Tiscali come Web Developer, il mio sito è l'"Antica Bottega del Pollo di Gomma con una carrucola in mezzo" (un nome BREVE, ma carico di significati per qualsiasi avventuriero). Il genere di videogiochi che preferisco è quello delle Avventure Grafiche, ma non disdegno le Avventure Testuali ed alcuni titoli Action/RPG.

 

D> Come siete venuti a conoscenza del fenomeno? Ve ne siete mai serviti e se sì, perché o in quale occasione? Cosa vi ha portato ad impugnare la "causa" in prima persona?

Alessandro: Aparlarmi dell'abandonware è stato un caro amico che si collegava ad internet quando ancora io non vi avevo accesso; una sera, parlando dei bei giochi andati, mi disse che su internet era nato un gruppo di siti che offriva il download di tutti quei giochi che avevo perso a causa di cluster danneggiati e smarrimenti di floppy. Inutile dire che, appena ottenuta anch'io una connessione alla rete, mi sono precipitato a cercarli per recuperare tutti i giochi dei Lemmings che mi ero perso!

La decisione di allestire un sito invece è nata solo molto tempo dopo, constatando che di siti italiani ne esistevano ben pochi, e spesso non andavano oltre al mero link al file zip, senza nessun commento o descrizione del gioco. Pensai sarebbe stato simpatico recensire i giochi del mio fido 8086, e così eccoci qui!

Fabyo: Venni a conoscenza dell'Abandonware circa 3 anni fa quando fu messo a disposizione dalla Impressions sul proprio sito il primo Caesar per il libero download. Nel sito si parlava di Abandonware, si parlava di un titolo introvabile che veniva messo a disposizione di chi, altrimenti, non l'avrebbe mai visto. Questa cosa mi affascinò al punto da farmi scaricare il gioco anche se in realtà odio gli strategici. La filosofia di un videogame che non ha più mercato e che torna dai videogiocatori di tutto il globo era l'uovo di Colombo. I videogiochi sono dei videogiocatori, senza di loro non esisterebbero sviluppo, ricerca e mercato annesso.Adoperai i mesi successivi (e gran parte del mio tempo libero) nella ricerca di altri giochi Abandonware, in poco tempo avevo sul mio hard disk delle vere e proprie pietre miliari che avevo posseduto e disperso nell'arco del tempo. Concedimi una parentesi "romantica" ma credo che le cose si apprezzino maggiormente quando si "ritrovano", quando materializzano e quantificano quelle sensazioni che volgarmente chiamiamo ricordi. Era tutto molto affascinante e, grazie alla conoscenza dell'inglese (almeno quello di sopravvivenza), tutto molto godibile, allora cominciai a ricercare questo tipo di materiale nei siti italiani e ne trassi solo tanta confusione e scarsi contenuti. Pensai che americani, inglesi e bosniaci* avevano messo su siti di valore storico "assoluto" mentre noi eravamo ancora qui a proporre "Sam & Max - Crakkato", poi trovai il SitoSenzaNome, Martin e nuovi stimoli... il resto (TAGP) è storia recente.

Interfree: è una cosa un po' ingarbugliata infatti non sono tra quelli che hanno giocato in "ai loro tempi" ai vecchi titoli ora Abandonware. La mia carriera di utilizzatore di PCinizia con un Pentium a 100 Mhz e Windows 95. In seguito venni a conoscenza dell'Abandonware, purtroppo quello che fino a tempo fa credevo (dato i diversi siti che così utilizzavano il termine) tale. In seguito, dopo aver conosciuto il "vero" Abandonware e le sue Regole ho voluto creare un sito (appunto Ag4All) che sponsorizzi e faccia diffondere l'Abandonware e le sue vere Regole.

* si riferisce a BH Legend, uno dei siti storici sull'Abandonware (N.d.R.)

Macchianera: Uhm.. il mio accostamento al mondo dell'Abandonware è avvenuto in maniera abbastanza casuale ma tutto sommato mirata: qualche anno fa (4? 5?), la mia vita da videogiocatore era tormentata da due problemi (allora per me gravissimi). Avendo già la versione CD *originale* ero alla ricerca della versione floppy di Monkey Island 1, sia perché mi sarebbe piaciuto fare un confronto tra le due, sia perché ero terrorizzato dalla possibilità che il CD si graffiasse (non ti immagini le scuse che inventavo per non prestarlo agli amici). Monkey 1 non è Abandonware? Lo so, ma è andata così lo stesso! L'altro mio problema era quello di reperire il seguito di un'avventura grafica della Sierra, acquistata *usata* ad un mercatino che si tiene qui a Cagliari, ma di cui nei negozi non c'era traccia: "Scusi sto cercando un gioco di qualche anno fa..." - "Eh, mi dispiace ma i giochi d'annata li abbiamo finiti di vendere una settimana fa, se fossi venuto prima...". Ho capito molto presto che questa frase era di "rito" quando il gioco in questione non era nemmeno conosciuto dal mio interlocutore! All'ultima spiaggia mi venne un'idea... "e se provassi a cercare su internet?" Ovviamente non trovai nessuno dei due giochi, ma affinando le mie ricerche, vagando da siti di warez - che tutto avevano meno che gli zip agognati - a siti dedicati ad argomenti similari, un bel giorno sbarcai su un'isola dei caraibi in cui trovai la parola magica: ABANDONWARE. (Fa molto... Shazan!!! O era Shezan?)

Pollodigomma.net pur essendo un sito dedito principalmente a raccogliere notizie sul mondo delle avventure grafiche, fin dalla sua nascita ha sempre seguito con interesse l'evoluzione del fenomeno Abandonware (anche perché il nostro genere sta uscendo solo ora da un periodo di crisi) fornendo ai suoi visitatori links ai siti italiani e da un anno a questa parte, tramite l'operato di IAGTG, anche patch di traduzione in italiano per le vecchie avventure che non sono mai state rese disponibili nella nostra lingua.

 

D> Il movimento Abandonware si è auto-imposto un codice di regolamentazione che dovrebbe ridurre al meno possibile i danni economici alle SH. Secondo Voi tali limitazioni sono sufficienti o andrebbero estese, ad esempio portando il limite oltre ai canonici 5 anni?

Alessandro: Credo che le limitazioni attuali siano sufficienti a condizione che continuino ad essere applicate con rigore, soprattutto per quanto riguarda il divieto di distribuire titoli ancora venduti. I giochi nati sotto windows effettivamente hanno e avranno una longevità maggiore rispetto ai vecchi giochi per DOS, e sarà importante evitare che finiscano su internet prima di essere usciti dagli scaffali dei negozi.

Fabyo: si potrebbe estendere il limite fino a 6-7 anni al massimo, anche se credo che un gioco ormai irreperibile nei negozi (virtuali o fisici) rappresenti un valore da salvare a prescindere dal tempo che si porta sul groppone.

Interfree: purtroppo probabilmente si tratta di una mia visione personale, ma secondo il mio modesto parere non importa se un gioco è vecchio o no perchè diventi Abandonware. Basta infatti che la Software House non venda più (e non supporti più) il gioco. In effetti poi però questa mia idea spesso coincide con i canonici 5 anni...

Macchianera: Non so quanto possa valere questo limite auto-imposto, certo che se una Software House non intende accettare compromessi sulla distribuzione di un suo prodotto, che gli anni siano 5 o 10 poco cambia! Credo invece che se alcuni produttori e distributori fossero un pò più "furbi" e valutassero meglio il ritorno di immagine scaturito, potrebbero distribuire loro stessi in internet i videogiochi più datati e non in catalogo di cui comunque detengono il Copyright.

 

D> Tutto il fenomeno basa la sua sopravvivenza sulla tolleranza da parte delle SH. Avete trovato difficoltà nel fare accettare le Vostre idee da parte delle Software House?

Alessandro: Beh, in America non tutte le SH hanno accettato queste idee, visto che tramite la IDSA hanno già chiesto a diversi siti di rimuovere svariati giochi (alcuni dei quali non più in vendita nè più supportati); in Italia viceversa non ho sentito molte lamentele da parte delle SH. E' pur vero comunque che l'ultima parola spetta sempre a loro, sia da un punto di vista logico che legale!

Fabyo: diciamo subito che alcune Software House hanno date un forte segnale di dissenso mettendosi sotto l'ala protettiva dell'IDSA. È una posizione che va rispettata perchè rappresenta comunque un tentativo di colmare il vuoto legislativo. Altre, come la mitologica Cinemaware, hanno capito il reale valore del Movimento ed hanno liberato alcuni vetusti titoli (veri e propri capolavori). Il vero duro ostacolo da superare però sono i fornitori di spazio web. I file ZIP, EXE e similari sono ormai inibiti in fase di upload ed i siti vengono chiusi alla velocità del pensiero al minimo accenno di illegalità. Non ho mai nascosto i contenuti di TAGP e l'ho iscritto ai maggiori motori di ricerca, non mi interssa la chiusura del sito (ho già cambiato tre provider), ogni volta che verrà chiuso lo sposterò, grazie ai servizi di redirect, la latitanza del mio sito è trasparente agli utenti dello stesso. Sono convinto di non ledere a nessuno e non voglio nascondermi, vorrei che qualcosa cambiasse e non voglio farlo in maniera "carbonara", è tutto sotto la luce del sole e, se necessario, sono disposto a prendermi le mie responsabilità.

Interfree: in effetti se le Software House riprendessero a supportare un gioco oppure (vedi Lucas) non volessero che i loro giochi non vengano "abandonwarizzati" presto l'Abandonware scomparirebbe. Personalmente non posso approfondire la risposta in quanto sono presente sulla scena da poco tempo.

Macchianera: Per ora no, per quanto riguarda le patch di traduzione io e DK contiamo sul numero limitato di visitatori del nostro sito, pochi "privilegiati" rispetto alla massa di internauti. Tuttavia stiamo cercando di regolare la nostra posizione e fra qualche tempo, dopo un restyling del sito (il tanto di renderlo graficamente decente e porre per le patch di vecchi giochi ancora sul mercato i collegamenti ai siti che ne permettono l'acquisto), contatteremo i principali distributori italiani ed esteri rendendo nota la nostra esistenza. Se le cose andranno bene... si proseguirà su questa strada, in caso contrario... beh, pazienza! Saremo costretti a chiudere IAGTG.

 

D> Molti programmatori hanno accettato o addirittura hanno contribuito al fenomeno Abandonware vedendo in esso una specie di rivalsa contro quelle Software House che tramite il Copyright si sono di fatto impossessate delle loro creazioni ed idee. Cosa ne pensate?

Alessandro: Ogni contributo, soprattutto da parte degli addetti ai lavori, è graditissimo perché aiuta a sdoganare l'abandonware da quella semi-clandestinità in cui si trova tuttora. E credo dimostri anche che non abbiamo altro scopo che non sia la salvaguardia disinteressata del software.

Fabyo: Mi sembra giusto e coerente, stiamo parlando di una generazione di programmatori "pionieri" e appassionati e non degli "impiegati informatici" di oggi, quindi permettetemi di affermare che me lo aspettavo.

Beh, non c'è niente da pensare, c'è solo da esser contenti ehehe

Macchianera: Penso che sia una cosa molto bella, ma di poco effetto pratico. Non metto in dubbio l'autorevolezza e l'importanza di alcuni programmatori "storici", e credo che il loro appoggio non possa che galvanizzare maggiormente lo spirito che muove chi distribuisce giochi Abandonware, ma il discorso di fondo è sempre lo stesso: i Diritti di copia e distribuzione sono di chi li detiene. A mio avviso per "liberare" certi giochi esistono due strade: una passa per il riconoscimento dei videogiochi come "prodotto culturale" e data la minore longevità di questi, alla riformulazione delle regole sui Diritti di copia. L'altra (a mio avviso più praticabile) passerebbe per una maggiore flessibilità delle Software House (strano di questi tempi l'accostamento della parola flessibilità non ai dipendenti ma ai datori di lavoro!) nei confronti delle proprie rivendicazioni. Come dicevo prima sarebbe auspicabile che i giochi più datati venissero distribuiti come "omaggio" dai loro proprietari che anziché arroccarsi su sterili posizioni di padronanza, potrebbero trarre validi benefici in termini pubblicitari.

 

D> Secondo Voi quali sono o potrebbero essere le reali ripercussioni sul mercato videoludico o sulle scelte di marketing di Sodtware House e Distributori? L'Abandonware danneggia, tramite i mancati introiti, o favorisce, tramite pubblicità gratuita, il mercato videoludico?

Alessandro: Dubito fortemente che l'abandonware provochi una mancanza di introiti per le software house. Del resto se apprezzo un gioco abandonware posso avere la curiosità di conoscerne eventuali seguiti o comunque di conoscere altri titoli della stessa software house. Ed in ogni caso il fatto di possedere alcuni giochi di un certo tipo (che siano abandonware o no) non mi impedisce in generale di cercarne di nuovi; altrimenti perché avrei comperato Warcraft II o Battle Realms se già possedevo Warcraft?

Fabyo: la id Software (o chi per essa) non ha mai rilasciato i diritti di Wolfenstein 3D, lo vende ancora! Chi di voi spenderebbe 40$ per un gioco che molto probabilmente non funzionerà sui vostri sistemi Win2000 o Xp? Chi dei nuovi utenti ha le conoscenze necessarie ed è disposto (dopo aver pagato 40$) a crearsi un disco di boot per riuscire a giocarci magari senza il supporto del sonoro? Vogliamo parlare di Avventure Grafiche, voglio acquistare Maniac Mansion versione originale su dischetto, non è Abandonware, quindi lo devo comprare... dove? Come? Secondo me le Software House che bloccano i diritti di questi giochi perdono l'occasione di "affezionarsi" nuovi utenti... perchè questo è il punto, i nuovi utenti non sono appassionati e devoti al marchio, sono solo dei consumatori. Ovviamente questo è SOLO un mio parere.

Interfree: Sempre secondo quanto penso io l'Abandonware non dovrebbe arrecare danno agli introiti delle Software House. Se una SHsu un gioco non ci guadagna più niente (per sua scelta) non vedo perchè dovrebbe negare che la gente giochi a questi capolavori del passato gratuitamente.

Macchianera: Penso che l'Abandonware, quando è vero Abandonware, abbia solo risvolti positivi: sia per i vecchi appassionati che per i nuovi giocatori, i quali sperimentando gli episodi precedenti di un gioco sono stimolati all'acquisto delle nuove uscite e comunque tramite opportune valutazioni si fanno un'idea della qualità dei prodotti proposti da questa o quella Software House, sia per i Produttori/Distributori i quali dalla diffusione di titoli storici ma ormai ai margini del mercato più consistente, non possono trarre che vantaggi dato che spesso i seguiti da loro proposti basano il loro successo sulla fama dei titoli precedenti. L'Abandonware a mio avviso ha il nobile ruolo di tenere viva la cultura videoludica o di stimolarla dove ancora non è presente.

 

D> Secondo Voi il fenomeno potrà mai "legalizzarsi", ad esempio trovando un accordo tra le parti interessate per la ridistribuzione dei titoli abbandonati sottoforma di shareware o tramite la creazione di una libreria-database ufficiale alla quale tutti possono liberamente accedere?

Alessandro: Che dire? La legalizzazione dell'abandonware sarebbe un sogno, e come tutti i sogni è di difficile attuazione. Forse impossibile, almeno allo stato attuale. Ma sperare non costa nulla!

Fabyo: è l'unico scopo di TAGP!

Interfree: Spero di si ma non ci credo molto!

Macchianera: Io credo di sì, in un modo o nell'altro, vuoi per le imprevedibili evoluzioni del mercato, vuoi per bontà dei produttori, vuoi per il coraggio dei webmasters dell'Abandonware, un giorno tale mondo verrà legalizzato - o per lo meno regolato da norme ufficiali ed accettate da entrambe le parti.

 

D> L'Abandonware ci avvicina anche ad un concetto spesso dibattuto dagli esperti (o perlomeno spalleggiato dagli Autori): il videogioco come Arte piuttosto che come mero Intrattenimento. Se raggiungesse lo status di oggetto artistico, sarebbe legittimo parlare o agire in funzione della sua salvaguardia contro i rischi di "estinzione informatica"?

Alessandro: Sì, se raggiungesse lo status di arte sicuramente sarebbe più facile agire per la sua salvaguardia; ma in generale, anche senza assurgere al rango di arte, credo che il software abbandonato vada salvaguardato già ora per quello che è: un prodotto dell'ingegno umano. Meno concreto di un edificio o di un'automobile, ma altrettanto degno di rispetto.

Fabyo: non ci credo, viviamo in un epoca dove i dischi di musica classica, dei Beatles e della PFM sono considerati e venduti come "generi di lusso"; come a dire che il divertimento non fa cultura e quindi va pagato a caro prezzo, solo le Software House possono fare qualcosa di importante. Ovviamente mi auguro di essere smentito.

Macchianera: Certo che sì! Anzi a mio avviso i videogames (in modo particolare le Avventure Grafiche e Testuali) SONO un prodotto artistico e culturale!

 

D> La durata del Copyright sul software è a detta di molti Autori troppo lunga per tutelare realmente il prodotto (che anzi rischia così l'estinzione). Secondo Voi il diffondersi del pensiero Abandonware e la rivoluzione di pensiero che comporta potrebbe portare gli "addetti ai lavori" ad elaborare un concetto di Copyright informatico più elastico?

Alessandro: Vale anche qui quanto detto circa la legalizzazione dell'abandonware: sarebbe splendido riuscire a trovare un compromesso tra esigenze di mercato e tutela dell'opera anche quando essa non ha più un particolare valore commerciale. Purtroppo gli ambienti politici e finanziari non sembrano mai molto interessati a discutere di faccende dallo scarso valore commerciale.

Fabyo: Il concetto di Copyright informatico non va reso più elastico ma va completamente rifondato. Non si possono applicare i parametri che si usano per, film ed opere letterarie, ad un campo in cui la fruizione dei prodotti e così strettamente legata all'evoluzione tecnologica delle piattaforme. Fra 70 anni i 2,8 Mb di Monkey Island potrebbero essere stipati in un micro computer installato sotto il bordo gengivale dei miei denti, ma ne io non potrò mai fruirne (anchè perchè sarò morto), né gli altri avranno nemmeno idea di cosa sia "Monkey Island". I libri 1.000 Lire (52 €-cent circa) nei tempi passati hanno rappresentato la vera novità editoriale nel nostro paese ed hanno consentito la diffusione accessibile a tutti di opere ormai orfane dei proprietari dei Diritti... ma i libri sono stampati sulla carta e le capacità di leggere è subordinata alle conoscenze dell'individuo (saper leggere appunto), non esiste un tipo di carta incompatibile con gli occhi degli individui nati dopo il 1975 (ad esempio). Il *dovere* di noi che proponiamo abandonware è opporre la nostra perseveranza per ottenre una distinzione in questo senso!

Interfree: ho come l'impressione che mi asterrò ^_^ !

Macchianera: Si spera! Anche se è molto difficile che per vie ufficiali superpartes si pensi a "riformare" il settore... L'unica possibilità è quella che le Software House si convincano della bontà che muove gli appassionati di abandonware e piano piano valutino come il favore del pubblico di fronte ad iniziative di "liberazione" possa tornare a loro vantaggio.

 

D> Prima o poi terminerà l'età dell'oro dell'Abandonware o è un fenomeno destinato a auto-alimentarsi di continuo?

Alessandro: Credo che a livello internazionale ci si trovi in pieno riflusso: le novità sono poche, nascono troppo spesso siti-fotocopia l'uno dell'altro o che comunque si limitano ad offrire il download di giochi presi da altri siti senza neppure metterci un commento personale o qualche immagine. A livello italiano però non credo si sia ancora arrivati alla saturazione, quindi potrebbe esserci lo spazio per qualcosa di buono. Speriamo!

Fabyo: L'epoca d'oro è già finita, ora non resta che un fenomeno consolidato. Quando la scena sarà cresciuta al punto da risultare molto visibile, allora qualcosa cambierà... nel bene o nel male, ma cambierà.

Interfree: Non voglio essere pessimista ma non penso che fra 5 anni i creatori dei fantastici (seee) giochi 3D in commercio saranno d'accordo a rendere Abandonware i proprio giochi...

Macchianera: Credo che finché ci saranno videogiocatori con un minimo di "memoria storica" il mondo abandonware continuerà ad incrementare il numero dei suoi estimatori, magari fra qualche anno i titoli abandonware più ricercati saranno Resident Evil, The Sims o Monkey Island 4... ma avranno comunque un gran seguito (tenendo presente che oggi il numero giocatori è sicuramente superiore a quello di 10 anni fa!).

 

D> Una curiosità: molti di Voi sono amanti delle Avventure. C'è un nesso, ad esempio, tra Abandonware e Avventura Grafica?

Alessandro: Le AG fanno parte di quel tipo di giochi a cui le SH ci hanno oggi disabituati: quelli con una certa originalità! Le avventure odierne ad esempio (quando se ne fanno) troppo spesso sono una riedizione di Tomb Raider e cercano di supplire con l'azione ai buchi narrativi e all'esilità di trame che pochi ormai sembrano avere interesse a sviluppare. Sembra infatti preferibile puntare su cose "già viste", di sicura presa sul pubblico, per cercare di avere un ritorno economico sicuro; inutile però sottolineare come questa condotta vada tutta a discapito dell'originalità videoludica! L'ultimo gioco a cui sto giocando ad esempio è Battle Realms, ma francamente è solo Age of Empire ambientato in Giappone: carino, ma deludente!

Fabyo: Le Avventure Grafiche sono il tipo di videogame che concettualemente più si avvicina al libro o al film. Invecchia meglio insomma o in alcuni casi non invecchia affatto ed è quindi normale che sia più appetibile rispetto ad altri come Abandonware.

Interfree: Non è proprio un nesso, c'è solo il fatto che spesso capita che delle AG siano Abandonware, eheheh: niente di + penso...

Macchianera: Eccome se c'è! Secondo me i punti fondamentali che avvicinano gli avventurieri all'Abandonware sono due. Il primo è dato dal fatto che oggi il numero e la qualità delle produzioni di questo genere sono parecchio diminuiti rispetto al passato; quindi a molti non rimane che cercare nel vasto e glorioso archivio degli Abandonware per trovare un'avventura mai giocata e che aspetta solo un buon sistema DOS per far rivivere ancora oggi antiche emozioni. L'altro è dato dal fatto che le AG sono il genere che invecchia con meno velocità rispetto a tutti gli altri. L'elemento che ricopre il ruolo più importante in un Avventura Grafica è la trama, la storia che essa racconta: storie demenziali, di fantascienza, dell'orrore e di tante altre tipologie solitamente attribuite alla letteratura o al cinema. Forse si ha difficoltà a ridere seguendo un film di Totò perché la pellicola è vecchia e la storia è ambientata in un tempo ormai passato? Direi di no! Allo stesso modo è facile appassionarsi nel giocare un'AG, perché ciò che viene trasmesso da una tale esperienza non perde il suo significato - che non è legato alla grafica - con il passare del tempo.

 

D> Avete commenti da aggiungere?

Fabyo: Solo chiedere scusa per i toni un pò accesi delle mie risposte. Sono fatto così !

Interfree: Certo! visitate tutti i siti Abandonware (magari pure il mio se avete tempo ehehehe)!

Macchianera: Certo, VIVA L'ABANDONWARE!!! Ciao a tutti!

 

Grazie per la Vostra disponibilità,

Gerusalemme


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