Intervista ABANDONWARE - Gruppo 1: Sviluppatori, Produttori e Distributori


Gruppo 1 - Sviluppatori, Produttori e Distributori
Gruppo 2 -
WebMaster e Videogiocatori
Gruppo 3 -
Giornalisti


Gruppo 1 - rispondono Pubblico Uficiale, Massimo Magnasciutti, Federico Croce


Iniziamo l'intervista con chi a logica dovrebbe essere contro l'Abandonware... ma sarà davvero così? Lo scoprirete presto! Diamo il benvenuto ad Anonimo, Massimo Magnasciutti e Federico Croce.

D> Potreste presentarVi a chi ancora non vi conoscesse? Dove avete lavorato e che ruolo avete ricoperto? Attualmente di cosa vi occupate o a cosa state lavorando?

Pubblico Ufficiale: Per i delicati motivi inerenti la particolare funzione pubblica che ricopro, preferisco restare nell'anonimato, comunque posso dire di averi i gradi di Tenente e che attualmente dirigo una sezione informatica.

Massimo Magnasciutti: Massimo "MaX Grafiko" Magnasciutti. Grafico/programmatore multimediale autodidatta. 16 anni di esperienza lavorativa nel settore videogiochi/multimedia. Architetto al 51% (16 esami superati su 30). 39 anni, nato a Genova, residente a Tortona (AL). Potete trovare una selezione delle mie opere (tra le quali segnaliamo brevemente Nippon Safes Inc. e Late Night Sexy Show, N.d.R.) direttamente sul mio sito.

 

D> Già da un po' di tempo si fa un gran parlare di retro-gaming e da un paio di anni ha preso piede il fenomeno dell'Abandonware, anche se qui in Italia ancora stenta a prendere piede, lungi dall'essere del tutto compreso. Conoscete questo termine? Se sì, come ne siete venuti a conoscenza? Ve ne siete mai serviti e se sì, perché o in quale occasione?

Pubblico Ufficiale: Sì conosco questi termini anche se non me ne sono mai imbattuto nel mio ambito professionale. Per lavoro, ma anche per motivi personali navigo frequentemente sulla rete Internet dove ho avuto modo di leggere diverse descrizioni di questo fenomeno.

Massimo Magnasciutti: Da fanatico videogiocatore della prima era (fine anni '70, più i giorni in sala giochi che quelli a sQuola) ho sempre seguito e amato il genere, sia in sala giochi che (parecchi anni dopo) su computer, per quello che potevano essere i primi giochi su ZX81. Non possiamo negare che anche i giochi odierni fanno paura ma solo tecnicamente; paradossalmente sono meno innovativi i giochi di oggi di quelli della golden era degli 8bit, in quanto riedizione all'infinito (con qualche eccezione) degli stessi canoni di 20 anni fa.

Abandonware e retrogaming per me significano "archeologia informatica", il gusto di riscoprire/scoprire i vecchi giochi che facevano del limitato hardwaredell'epoca il "punto di sforzo" della fantasia nel game-design e l'abilità di programmatori, grafici e musicisti.

Anche il fattore economico dà valore aggiunto al fenomeno. Tutti siamo convinti che un gioco appena uscito abbia un prezzo poco accessibile, specie se giovani e di modesti introiti. D'altronde produrre un buon gioco necessita di risorse finanziarie e di talenti non indifferenti che motivano in pieno l'alto costo; non scandalizziamoci delle 100.000 e più, ieri come oggi, non è che 10 anni fa servissero meno soldi per produrre un "GODS" o un "TestDrive".

Emulatori o giochi abandon sono un'ottima risposta alla voglia di divertirsi senza salassarsi, fare un tuffo nostalgico nel passato, apprezzare il meglio che sopravvive alla nebbia dello scorrere del tempo.

 

D> Probabilmente saprete che il movimento Abandonware si è auto-imposto un codice di regolamentazione che dovrebbe ridurre al meno possibile i danni economici alle SH. Secondo Voi tali limitazioni sono sufficienti o andrebbero estese, ad esempio portando il limite oltre ai canonici 5 anni?

Pubblico Ufficiale: Io devo sottolineare che la tutela degli interessi di tutti, S.H. comprese, è un compito dello Stato e non di singoli privati anche se animati da ottime intenzioni. E per il momento lo Stato ha in vigore la Legge 248 del 2000 (la cosiddetta Legge Anti-pirateria, N.d.R.) finalizzata proprio alla tutela del software e pertanto della sua relativa catena di produzione.

Il limite dei 5 anni è del tutto arbitrario, potrebbe andar bene in qualche caso ma non in altri.

Massimo Magnasciutti: Io credo fermamente che, una volta esaurita anche la fase di commercializzazione in fascia budget/riedizione, tutti i giochi dovrebbero diventare di pubblico dominio, diciamo appunto 5 anni dopo la prima edizione. Lo stesso dovrebbe valere per la musica, se un'opera dell'ingegno è ancora apprezzata e attuale dopo tanti anni, dovrebbe essere valutata come patrimonio comune e resa disponibile a tutti; per chi l'ha ideata è comunque una bella soddisfazione oltre che un'ottima credenziale no?

Si dice che "in questo modo l'autore è privato del giusto compenso per l'opera dell'ingegno" BALLA! Come in tutte le opere dell'ingegno, l'ultimo a beneficiarne economicamente è proprio l'autore, perché spesso è un semplice dipendente della software house e quindi non gli viene in tasca una lira dalle vendite presenti e future. A quanto ne so, ben pochi autori sono anche proprietari dei diritti di riproduzione che vanno ai soliti "magnoni" che fanno/gestiscono il business. E infatti, non so se avete notato, le softhouse di giochi odierne cercano tutte disperatamente di dare un assetto "industriale" allo sviluppo dei giochi. Carrozzoni e controcarrozzoni, plotoni di manager e stromi di assistentiAnonSoCosa, controllo qualità, marketing, direttore di questo e quello... agli ultimi posti della gerarchia ci sono i creativi (grafici, programmatori, designer, musicisti) che sono detestati perché spesso imprevedibili e difficilmente inquadrabili. La famosa "qualità totale", non significa il massimo della qualità, ma come sbarazzarsi o fare ameno di qualcuno senza che il processo industriale venga interrotto. D'altronde i padroni del business dovranno prima o poi rassegnarsi al fatto che i giochi non si fanno con uno stuolo di ragionieri magari pure certificati ISO9001. Un esempio per tutti: ho notato che alla Ubisoft non fanno che cercare commerciali e venditori (magari con stipendioni e per la produzione? Stagisti ovvio ;) poi però ho visto un annuncio con cui cercavano game-designer. WOW!... proseguo a leggere... requisito indispensabile: Laurea in discipline umanistiche... LAUREA IN DISCIPLINE UMANISTICHE??? per un game designer? Bah! Poi ci stupiamo perché i giochi di oggi sono cosi flosci (seppur grammaticalmente corretti)?

 

D> Tutto il fenomeno basa la sua sopravvivenza sulla tolleranza da parte delle SH. Ciononostante, l'Abandonware è comunque illegale perché infrange i Diritti d'Autore dei rispettivi detentori. Secondo Voi è peggiore un danno economico o un danno "intellettuale", se questo porta comunque a mantenere in vita un'Idea probabilmente destinata all'estinzione informatica?

Pubblico Ufficiale: Anche questo è parzialmente inesatto. In Italia la duplicazione o diffusione di software a scopo di profitto è un reato penale (da 6 mesi a 3 anni di reclusione) quindi non è necessaria l'azione degli aventi diritto (S.H.) ma è un procedimento che si innesca da solo alla sola notizia di reato. Cioè se qualunque organo inquirente (polizia, magistratura) viene a conoscenza di un episodio di duplicazione o diffusione automaticamente si procede nell'azione legale anche senza che la S.H. ne sappia nulla. Quello che è ancora poco chiaro, in quanto non c'è ne una diffusa dottrina ne una diffusa giurisprudenza, è se nella duplicazione/diffusione di software oramai fuori commercio da diversi anni, può ravvedersi lo scopo di profitto che è perno centrale della citata legge 248/2000 nota come legge Anti-pirateria. La violazione del Diritto d'Autore è un discorso diverso che credo vada anche questo gestito in modo più dettagliato dalla SIAE o chi per essa. Cioè si deve trovare un modo corretto per pagare i giusti Diritti per lo sfruttamento del software. La SIAE stessa potrebbe essere l'organismo deputato a riscuotere i Diritti per Software non più in commercio dandogli comunque una sorta di "bollino" di legalità.

Massimo Magnasciutti: Tu dici "tolleranza". Io dico "ottusità"... non hanno capito che c'era un concreto interesse nei giochi del passato e non hanno pensato di tradurlo in business, perchè spesso chi decide è un burocrate che di giochi e mood del giocatore non ne capisce un .... tubo! Ma non c'è da stupirsi! Mi ricordo che, una volta, alla mia proposta di fare un gioco platfrom 2D mi è stato risposto che "il 2D non è commerciabile, solo 3D", eppure questi sono i personaggi da cui dipende un si o un no alla produzione. Quindi per questi è meglio un 3D del cavolo perchè "di moda" che un buon 2D, salvo poi impedirti di giocare ad un loro vecchio abandon-platform. Che coerenza! E poi i soliti dictat/dogmi "l'utente non vuole vedere pochi colori", "l'utente si turba a vedere il sangue", "l'utente non vuole stare troppo a ragionare", "l'utente non vuole pigiare troppi tasti", "l'utente..." poi scopri che a casa non hanno nemmeno il computer e odiano i giochi anzi i "giochini" come li chiamano loro... che tubo ne sanno di cosa vuole "l'utente"?

Riguardo al danno economico, forse lo avrà l'editore (che comunque ha già lucrato abbondantemente se non è stato così incapace o stupido da non capire che aveva tra le mani un buon prodotto da sostenere), ma il danno intellettuale lo ha si l'autore (stipendiato e stop), ma quando lavora su un'opera di cui poi non ha il diritto (se vuole) di farne pubblico dominio, dite voi chi ha più diritti da tutelare. Proprio non mi viene da piangere a pensare ai soldi che non guadagna chi mi ha fatto lavorare spesso di notte e in condizione estreme con mille preteste di spesa zero e risultato mille e magari poi non mi ha nemmeno pagato la miseria pattutita! Ho lasciato il mondo dello sviluppo giochi alcuni anni fa, spero che da allora le cose siano migliorate...

 

D> Molti programmatori, tra i quali spiccano ad esempio Richard Garriot (padre di Ultima) ed Al Lowe (padre di Larry Laffer), hanno accettato o addirittura hanno contribuito al fenomeno Abandonware vedendo in esso una specie di rivalsa contro quelle SH che tramite il Copyright si sono di fatto impossessate delle loro creazioni ed idee. Cosa ne pensate?

Pubblico Ufficiale: Qui entriamo in un ambito di diritto privato in cui si dovrebbe valutare il singolo caso. Se posso comprendere, da un lato, l'Autore che è padre putativo di un'opera, devo anche riconoscere che la Società ha sostenuto un investimento economico per quest'opera che mancando probabilmente avrebbe minato la nascita della stessa.

Massimo Magnasciutti: Per quanto mi riguarda "lunga vita a Retro, Abandon, Freeware & MP3" e "tutto freeware dopo 5 anni". Tanto per essere chiari. Compresi i titoli che ho fatto/ho contribuito io stesso (più modestamente rispetto a chi hai citato). Vedrai che se contatti 100 creativi VERI ti diranno tutti lo stesso e questo ti dimostrerà che l'ostilità delle SH è ipocrisia pura, gli Autori veri vogliono che l'idea circoli quanto più possibile, il costo è un impedimento alla circolazione, un'ancora, una zavorra.

 

D> Nella Vostra posizione attuale (o in quella che avete ricoperto), come vedete il fenomeno Abandonware? Secondo Voi quali sono o potrebbero essere le reali ripercussioni sul mercato videoludico o sulle scelte di marketing di SH e Distributori? L'Abandonware danneggia, tramite i mancati introiti, o favorisce, tramite pubblicità gratuita, il mercato videoludico?

Pubblico Ufficiale: Io, come già detto, credo che questo scambio di software sia effettivamente al di fuori del canonico mercato commerciale, ed è per questo che probabilmente non viene al momento perseguito, cioè non essendoci scopo di profitto per l'Autore non c'è neanche perdita di profitto per la catena produttiva/distributiva del software. Ciò non toglie che ad un'interpretazione più restrittiva della Legge, lo scopo di profitto può essere intravisto anche nel mero godimento di un software senza averne sostenuto alcun costo.

Quindi ripeto che è certamente inammissibile la distribuzione di tale software a titolo completamente gratuito ma dovrebbe essere consentito comunque la possibilità di pagare il dovuto. Io non credo che qui si discuta se si debba pagare un prezzo o si debba poter sfruttare il software gratuitamente, ma solo come si può pagare il dovuto prezzo in mancanza di una controparte.

Massimo Magnasciutti: Personalmente sono tanto favorevole alla libera fruizione di titoli datati quanto sono ostile alla pirateria di quelli del presente. Le due cose sono fenomeni da tenere ben distinti.

La pirateria a scopo di guadagno in effetti danneggia il settore per favorire pochi furbastri parassiti più o meno organizzati che lucrano vigliaccamente su lavoro, idee e fatica altrui, complice la stupidità della gente che acquista a poche decine di migliaia di lire in meno un prodotto illegale e incompleto (e magari che non funziona). La pirateria diventa così un alibi con cui si legittimano le SH, che sostengono che il prezzo è alto perché girano troppe copie illegali, insomma il solito "gatto che si morde la coda".

Se non hai fretta di avere prima del tuo amico l'ultima cosa uscita (fenomeno psicologico con cui il mercato ci frega), aspetta che il tuo amato gioco esca in "budget". Io sto facendo incetta di giochi che avrei voluto comprare all'epoca di prima uscita e che ora escono budget. Ditemi che anche 19.900 è un prezzo troppo alto per un gioco e rinuncio alla discussione . Se poi un gioco è ancora attuale dopo essere stato sfruttato anche in fascia budget dopo i famosi 5 anni, allora ha tutto il diritto di essere messo a disposizione di tutti.

Se sai aspettare farai grandi affari e avrai buone soddisfazioni, oltre che essere un'ottima pratica Zen che da pace allo spirito!

Non so se la filosofia della IDsoftware potrebbe sostenere la giusta causa dell'Abandon, ma credo che sia una delle poche SH che oltre a fare una barca di soldi con prodotti indubbiamente validi (chi sa di valere non ha paura), ha anche un minimo di valore morale. Prova la disponibilità dimostrata con Doom di cui ha rilasciato addirittura il codice sorgente. Qualcuno sospetta che possa andare in fallimento per averlo fatto? O che il prossimi titoli non avranno risorse sufficienti per essere sviluppati e completati? Solo chi ha paura della competizione e non confida/non crede nella qualità dei titoli che pubblica teme l'Abandonware !

 

D> E il vostro punto di vista da videogiocatore? Condividete il fine dell'Abandonware?

Pubblico Ufficiale: Per quanto riguarda il mio punto di vista da utente di software tra cui videogiochi è che questa Legge 248/2000 sia corretta e che sia giusto perseguire il diffuso fenomeno di questa, come di altre, piraterie. Ciò non toglie che anche se probabilmente questo concetto di "profitto" non è ben espresso, sarebbe utile un chiarimento da parte del legislatore per definire se in questo modo voleva limitare l'area di applicazione a tutto il software oppure solo a quello con un reale valore commerciale. E risolvere in modo analogo la problematica dei Diritti d'Autore connessa. Ovviamnete una colpa di tutto questo è anche delle SH che non consentono di acquistare SW dopo un certo numero di anni! Io apprezzo molto alcune SH americane che consentono in automatico il download di software originale ed il pagamento on-line con carta di credito gestendo il tutto praticamente senza costi.

Massimo Magnasciutti: In pieno! Solo necessiterà di organizzazione e "catalogazione", voi con il vostro sito state facendo un'ottimo lavoro... io guardando al futuro mi immagino un sito-museo con un applet java-emulatore (dos, amiga, console, arcade: un megaMame insomma) in cui girare qualsiasi software, aggiornato con tutto quello che dopo i famosi 5 anni diventa automaticamente Abandonware. Il problema dell'Abandonware di oggi è che con l'HW attuale e le recenti release dell'OS molti giochi non girano o necessitano di contorsioni tra .BAT e .SYS non alla portata di tutti, e se riesci a farli funzionare.... troppa grazia Sant'Antonio!

Ci vorrebbe una piattaforma software unica appunto tipo MAME (famoso Emulatore multipiattaforma, N.d.R.) che emuli i vari DOS datati, so che ci sono emulatori DOS per Win, aspetto con ansia la standardizzazione di un emulatore definitivo che non ti costringa a riavviare in DOS per vedere skizzare sullo schemo gli sprite e trovarti morto in una frazione di secondo. Esiste già una cosa del genere per ZXSpectrum dove giochi girano in browser con applet java. Stupendo!

 

D> Secondo Voi il fenomeno potrà mai "legalizzarsi" o trovare una mediazione, ad esempio trovando un accordo tra le parti interessate per la ridistribuzione dei titoli abbandonati sottoforma di shareware o collane economiche se non addirittura tramite la creazione di un "santuario"-database ufficiale alle cui risorse tutti possano liberamente accedere? A vostra conoscenza, qualcuno si muove già ufficialmente verso una qualche soluzione per contrastare il fenomeno?

Pubblico Ufficiale: In Italia queste soluzioni le vedo un po macchinose per trovare un'applicazione pratica sotto il profilo normativo, le riedizioni economiche sono sì una soluzione ma per il singolo SW non per il problema nella sua complessità. Io credo che sarà più facile che in futuro ci siano dei chiarimenti legislativi da parte degli organi preposti a farlo per l'attuale sfera di applicazione della normativa vigente.

Massimo Magnasciutti: Al momento credo che il fenomeno sia ignorato proprio nel senso del termine "ignoranza". Nelle alte sfere decisionali delle SH, costituite perlopiù da burocrati, non sanno neanche che il fenomeno esiste e quindi non provvedono secondo i propri interessi. Credo che lo sviluppo dell'Abandonware stia proprio nel fatto che non ha ancora preso troppo piede, non si è ancora reso visibile, non è diventato fenomeno di costume in modo da arrivare alle orecchie di chi schiaccia i bottoni. Se si accorgono che non stanno sfruttando economicamente un bisogno/esigenza/anelito di molte persone, correranno ai ripari tentando di monetizzare o piuttosto chiudendo tutto, vedi cosa è successo a Napster (noto programma gratuito di file-sharing, fatto chiudere dalle major discografiche, N.d.R.): prima ignorato, poi notato, poi si son presi tempo per valutare se gli conveniva, valutato che non gli conveniva l'hanno perseguito e poi... disattivato... chi scarica più MP3 da Napster? Fine delle trasmissioni. Ok che per un Napster che muore mille ne risorgono, ma sempre nella penombra della legalità e con dimensioni che non disturbano i pesci grossi.

Per il software, teniamo a mente che il gioco di oggi sarà l'Abandonware di domani. Basterebbe applicare il concetto di "museo" anche ai giochi, una memoria di tecnica e costume per i posteri. Un luogo/sito accessibile al pubblico (anche pagando un "biglietto", perchè no? sarebbe giusto) indipendentemente dalla piattaforma e dal sistema operativo, altri limiti alla diffusione che andranno abbattuti.

 

D> L'Abandonware ci avvicina anche ad un concetto spesso dibattuto dagli esperti (o perlomeno spalleggiato dagli Autori): il videogioco come Arte piuttosto che come mero Intrattenimento. Se raggiungesse lo status di oggetto artistico, sarebbe legittimo parlare o agire in funzione della sua salvaguardia contro i rischi di "estinzione informatica"? In questa ottica, credete sia eticamente giustificabile, seppure illegale, il fine che l'Abandonware si prefigge?

Pubblico Ufficiale: Anche qui avrei qualcosa da ridire, molte opere d'arte originali sono andate perse anche per la disattenzione da parte dei privati possessori, certo è anche vero che il SW è perfettamente duplicabile ma non è credibile che la diffusione di tale SW sia finalizzata solo alla sua preservazione. Cioè fare un museo dei videogiochi sembra ancora troppo lontano per la nostra cultura! Le attuali emeroteche conservano solo i principali giornali non tutto il materiale stampato, e questo vale anche per i videogiochi non si può fare un discorso di arte per qualunque riga di codice pubblicata ma deve esserci una selezione ragionata. Che poi ci siano motivi affettivi collezionistici o nostalgici dietro particolari titoli anche se mediocri, questo è un altro discorso.

Massimo Magnasciutti: Illegale, illecito ed immorale è che si avvantaggi di un'opera non l'autore ma chi l'ha commissionata, diventando egli stesso il detentore del potere di devolvere un'opera (bontà sua) piuttosto che gli autori della stessa: accade in tutte le arti, giochi compresi. Ma è anche vero che pochi studiosi polverosi si ricordano dei committenti di Leonardo o Michelangelo o Tanino Liberatore mentre tutti ne conoscono le opere. Il tempo è giustiziere!

Comunque sarà difficile togliere una fonte di profitto al business una volta che Abandon sarà nel mirino dei magnati/magnaccia, dato che da che mondo è mondo, le leggi si fanno per accondiscendere i potenti e controllare le moltitudini, anche la legge sul copyright e del diritto d'autore sarà sempre dalla loro parte.

 

D> La durata del Copyright sul software è a detta di molti Autori troppo lunga per tutelare realmente il prodotto (che anzi rischia così l'estinzione). Secondo Voi il diffondersi del pensiero Abandonware e la rivoluzione di pensiero che comporta potrebbe portare gli "addetti ai lavori" ad elaborare un concetto di Copyright informatico più elastico? Nella Vostra posizione, sareste favorevoli ad una tale linea di pensiero se non addirittura alla sua attuazione?

Pubblico Ufficiale: Il mio ruolo è quello di rispettare e far rispettare le Leggi, io credo che si potrebbe ipotizzare una sorta di Copyright rinnovabile magari di 5 anni in 5 anni fin al massimo attuale, perchè magari è vero che certe SH dopo 5 anni non sono più interessata al loro prodotto mentre altre dopo 70 anni ne sono ancora attaccatissime (vedi Disney e Topolino).

Massimo Magnasciutti: Se vivessimo in un modo giusto dovrebbe funzionare così: il gioco è opera dell'ingegno? Benissimo, si fa l'elenco dei grafici,designer,programmatori,musicisti (almeno i principali) e si fa una richiesta di liberatoria per la libera diffusione dei contenuti. Se coloro che hanno partecipato sono d'accordo, il gioco >SNAP!< come per incanto diventa freeware. Il fatto è invece che oggi devi chiederlo ad un qualche direttore commerciale/finanziario, io non ho nessun potere su quello che è stato il frutto del mio ingegno. E lo stesso ti dirà che "pagando si può fare tutto", mecenati non ne ho ancora conosciuti... ahimè!

 

D> Avete commenti da aggiungere?

Pubblico Ufficiale: Come già detto mi auguro che si faccia maggior chiarezza sull'attuale normativa in materia definendo meglio il preciso campo di applicazione: attualmente si arriva al paradosso che detenere in casa un normale floppy disk di boot con i 3 file di avvio del Dos 6.22 senza averne la regolare licenza olografica ed i 3 dischetti originali, ti porta a rischiare 3 anni di galera alla pari del laboratorio specializzato nella masterizzazione abusiva!

Massimo Magnasciutti: Solo il massimo rispetto e plauso per la vostra iniziativa ma con in mente il dubbio se convenga o no che il fenomeno si allarghi, andando a pestare i piedi di qualcuno, o se sia meglio restare nella nostra nicchia elitaria/carbonara di appassionati e cultori delle meraviglie dell'ingegno altrui, dei creatori di mondi, degli architetti dell'emozione.

 

Grazie per la Vostra disponibilità,

Gerusalemme


Gruppo 1 - Sviluppatori, Produttori e Distributori
Gruppo 2 -
WebMaster e Videogiocatori
Gruppo 3 -
Giornalisti


torna ad inizio pagina